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Calcolo del TEG e soglie d’usura

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Come previsto dalla legge 108 del 1996, per la rilevazione dei tassi effettivi ai fini della determinazione delle soglie d’usura viene impiegato il Tasso Effettivo Globale (TEG), cioè il tasso segnalato ex post dagli intermediari finanziari alla Banca d’Italia. Per il calcolo del TEG le Istruzioni predisposte dalla Banca d’Italia successivamente all’entrata in vigore della legge 108/96, hanno previsto, in funzione della categoria di appartenenza del credito, due diverse metodologie di calcolo:

a) per le categorie: Credito personale, Credito finalizzato, Leasing, Mutui, altri finanziamenti a breve e a medio/lungo termine, la formula per il TEG è eguale a quella del TAEG:

dove

i è il TEG annuo, che può essere calcolato quando gli altri termini dell’equazione sono noti nel contratto o altrimenti;

K è il numero d’ordine di un “prestito”;

K’ è il numero d’ordine di una “rata di rimborso”;

Ak è l’importo del “prestito” numero K;

A’k’ è l’importo della “rata di rimborso” numero K’;

m è il numero d’ordine dell’ultimo “prestito”;

m’ è il numero d’ordine dell’ultima “rata di rimborso”;

tk è l’intervallo espresso in anni e frazioni di anno tra la data del “prestito” n.1 e le date degli ulteriori “prestiti” da 2 a m;

tk’ è l’intervallo espresso in anni e frazioni di anni tra la data del “prestito” n.1 e le date delle “rate di rimborso” da 1 a m’.

Per “rata di rimborso” si intende ogni pagamento a carico del cliente relativo al rimborso del capitale, degli interessi e degli oneri inclusi di cui al punto C4. Per “prestito” si intende ciascuna erogazione eseguita dal creditore per effetto di uno stesso contratto.

b) per le categorie: Apertura di credito in c/c, Anticipi su crediti e sconto di portafoglio, Credito revolving e Factoring, la formula per il calcolo del TEG è la seguente:

 

dove

- gli interessi sono dati dalle competenze di pertinenza del trimestre di riferimento, ivi incluse quelle derivanti da maggiorazioni di tasso applicate in occasione di sconfinamenti rispetto al fido accordato, in funzione del tasso di interesse annuo applicato. Per le operazioni rientranti nelle Cat. 2 e 5, nelle quali gli interessi sono stati determinati con la formula dello sconto, per interessi si intendono il totale delle competenze calcolate;

- i numeri debitori sono dati dal prodotto tra i “capitali” ed i “giorni”. Nel caso di operazioni rientranti nelle Cat. 2 e 5 i numeri debitori sono comprensivi esclusivamente dei giorni strettamente necessari per l’incasso6; qualora la determinazione degli interessi sia effettuata con la formula dello sconto, i numeri debitori andranno ricalcolati in funzione del valore attuale degli effetti, anziché di quello “facciale”;

- gli oneri da considerare sono quelli indicati al successivo punto C4 delle Istruzioni della Banca d’Italia effettivamente sostenuti nel trimestre;

- per la definizione di accordato si rimanda al precedente punto B4 delle Istruzioni della Banca d’Italia.

Dall’aggregazione statistica dei TEG segnalati dagli intermediari, viene determinato il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM), per ciascuna delle categorie indicate dal Ministro dell’Economia. Per calcolare la soglia di usura tale valore del TEGM viene aumentato della metà. Oltre tale soglia si applicano le sanzioni previste dall’art. 644 c.p.. Spetta al Ministro del Tesoro la pubblicazione trimestrale, a partire dal II trimestre ’97, del limite d’usura (scarica le soglie d’usura in formato excel).

Le Istruzioni della Banca d’Italia sono state riviste nel corso degli anni. L’ultima revisione risale all’agosto del 2009, quando la Banca d’Italia, a seguito dell’entrata in vigore della Legge 2 del 29 gennaio 2009, che aveva convertito il decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, ha apportato sostanziali modifiche ai criteri di calcolo del TEG, oltre ad una diversa classificazione delle categorie di operazioni. La formula per il calcolo del tasso a partire dal terzo trimestre del 2009 (per le aperture di credito in c/c, finanziamenti per anticipi su crediti e documenti, sconto di portafoglio commerciale, factoring e credito revolving) diventa:

dove gli oneri su base annua sono calcolati includendo tutte le spese sostenute nei dodici mesi precedenti la fine del trimestre di rilevazione, a meno che queste siano connesse con eventi di tipo occasionale, destinati a non ripetersi (leggi le Istruzioni della Banca d’Italia).

Le nuove istruzioni includono anche le Commissioni di Massimo Scoperto (CMS) nel calcolo del TEG , oltre ad alcune spese precedentemente escluse dal conteggio. Mentre quindi in passato le CMS non erano incluse tra gli oneri, ma venivano rilevate separatamente ed espressa in termini percentuali, a partire dal secondo trimestre del 2009 vanno a far parte integrante del TEG.

Tuttavia la Legge 2 del 29 gennaio 2009 apporta importanti modifiche in tema di CMS (leggi gli articoli sull’inclusione delle CMS nel calcolo del TEG al riguardo). In base al nuovo articolo 2 bis sono dichiarate nulle le clausole contrattuali che prevedono una commissione di massimo scoperto se il saldo del cliente resta a debito per un periodo continuativo inferiore ai 30 giorni o se gli utilizzi avvengono senza che sia stato contratto un fido. Medesima nullità per le clausole che prevedano una remunerazione in favore della banca solo per aver messo a disposizione fondi a favore del cliente titolare di conto corrente, indipendentemente dall’effettivo prelevamento della somma; e infine per le clausole che prevedano una remunerazione all’istituto bancario, indipendentemente dall’effettiva durata dell’utilizzo dei fondi.

La classificazione delle categorie di operazioni é effettuata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze: quella attuale é prevista dal decreto del 25 marzo 2010 (Gazzetta ufficiale n. 74/10). Rispetto alla precedente classificazione è stata data separata evidenza agli anticipi e sconti (in precedenza annessi agli altri finanziamenti alle imprese) e la categoria “altri finanziamenti alle famiglie e alle imprese” non prevede più la ripartizione per ente finanziatore (banca o intermediario finanziario) e per soggetto finanziato (famiglia o impresa).

Relativamente alle soglie di usura, queste sono state modificate nel 2011. Per stabilire se il tasso di interesse è oltre i limiti di legge infatti, bisogna rifarsi al decreto legge del 13 maggio 2011, n. 70, c.d. decreto sviluppo pubblicato sulla G.U. del 13 maggio 2011, n.110, che ha disposto la modifica del metodo di calcolo del “tasso soglia” o “tasso di usura”, come precedentemente disciplinato dall’articolo 2, comma 4, della legge 108/1996.

L’Art. 8, comma d, del decreto sviluppo stabilisce che dal giorno di entrata in vigore di tale decreto legge (14 maggio 2011) la soglia di usura è calcolata aumentando il TEGM di un quarto, cui si aggiunge un margine fisso di ulteriori quattro punti percentuali. In ogni caso la differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali. Se il tasso di interesse applicato al finanziamento è superiore al risultato del calcolo descritto, allora il valore è oltre i limiti di usura.

Il risultato di questa riforma è quello di alzare la soglia dell’usura per le operazioni aventi tassi più bassi, ma anche quella di abbassare la soglia dell’usura per le operazioni aventi i tassi più alti (al di sopra del 16%).

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